lunedì 28 febbraio 2011

Jack Daniels



Fruga nella tua vita, sicuramente c'è un romanzo da scrivere.

Atomi


"Il mare non fa mai doni, se non duri colpi. E qualche volta un'occasione di sentirsi forti... ora io non so molto del mare, ma so che qui è così, e quanto importi nella vita non già di essere forti, ma di sentirsi forti, di essersi misurati almeno una volta, di essersi trovati almeno una volta nella condizione umana più antica: soli davanti alla pietra cieca e sorda, senza altri aiuti che le proprie mani e la propria testa."

Alexander Supertramp, 1990 circa

martedì 22 febbraio 2011

Campo di Stelle

S:_Amore mio non sai quanto ti desidero in questo momento, farei l'amore con te, fra tutti i libri a terra, le lenzuola sparse... ti amo_

I: _che bello, meraviglioso... si... tra le parole, le idee, i tessuti... particelle di antico... atomi di nuovo...
ti Amo
ti Amo Amore mio_

giovedì 10 febbraio 2011

A.

è lei che ho sempre tenuto dentro. non so spiegarlo ma ora l'ho capito. ogni spinta, ogni desiderio, ogni stupido gesto di fuga era per lei. amare una donna che forse nemmeno immagina il tuo amore. amare poi cosa in lei? forse proprio quello che non è, dato che così poco sai di lei e tutto quello che senti poggia su una inconsistente sensazione catturata in una poesia. eppure sai che è lei, nel momento in cui la vedi passare dall'altra parte della strada, quando per caso scorgi una sua foto o ti sembra di sentire il suono della sua voce.

so però che quando mi parla io non ho più niente, mi spoglia e mi riveste d'oro. mi sento in pace e la pace è estinta. occhi, naso, bocca, dita, mani del mio cuore i suoi sono e non c'è altro.

ho gettato ogni cosa via ma non per lei, per l'inconscio desiderio di lei e di poter riempire il mio petto del suo profumo. ma quel profumo non lo conosco. l'ho sognato.

continuerò a sognarlo sinché un giorno quel sogno scolorirà ed io sarò troppo vecchio e stanco per respirare.

il mondo mi avrà sconfitto ed io immeritevole cadrò sotto il peso di tutti i miei errori.

delle mie menzogne; mi rimarrà però forse un dolce ed unico tassello che serberò come un cavaliere antico a costo dell'ultimo alito di vita.

Lei.

giovedì 3 febbraio 2011

Giuno

io che ti ho trovata
luce di musica
superficie
sciolta da leggi mirabili
che tempo
e pioggia
e non ancora
le alte vette
io avevo visto
Ma tu statua d'olimpo
scintillio di lame e sangue
monti e sicure valli
dove i miei riposi
sonni,
limbici
s'adagiano
all'appendice delle tue labbra

giovedì 25 novembre 2010

crop

si sono sciolte

le tanniche stelle

come tempo di laguna

che senza pena

lucida le ore


ed è sdrucito quel cuore

sale la tempra sin oltre le artefatte rive

e ogni suo limbico danzare

sembra non avere più litania


non ho più volti

ne sali

ne tempi sconfinati

solo vìola la salata

armonia

il canto degli empi

martedì 7 settembre 2010

Da una sola finestra

Era la zia Maria che aveva paura dei temporali. Lei, non vedente praticamente da sempre, si sentiva come sopraffatta da tutto quell'incomprensibile frastuono del cielo.
La casa del nonno Giovanni era per noi grandissima, a tratti immensa, e anche i meandri più oscuri sotto quei temporali estivi, non facevano paura. Era "porto franco", un'isola di salvezza per noi che ci sentivamo protetti da quei muri antichi, freddi ma sicuri.
L'unica finestra appena aperta, sul cortile, mi faceva intravedere il cielo verso est; un'oscurità mista a lampi di nuvole grigie. E poi il sorriso del nonno, con la sicurezza di chi la vita l'aveva vissuta attraverso i punti cardinali.
Era gioia e paura, fremito ed eccitazione, parole tenere; tempo passato per sempre e attraversato da nuovi ed inquietanti temporali che stentano a finire. Molto più scuri. Impenetrabili. Incomprensibili.
"Sta per uscire il sole, se siamo fortunati il temporale finirà con un bell'arcobaleno".
Vi ricordo tutti e tre in quella casa del "per sempre"; nei miei sogni, e tutti ancora a giocare d'estate, prima che un altro autunno arrivi. Prima che il freddo ci porti via.